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bakuretsu muteki bangaioh

Bangai-O

Treasure all’apice del suo catastrofismo action, disegna meccaniche di evasioni circolari per un gameplay geocentrico intorno al vortice di missili nemici che ci inseguono con ostinata determinazione.

Nel 1999 (dopo i successi di Gunstar Heroes e Radiant Silvergun) Treasure converte a sorpresa un trascurabile sparatutto spaziale a scrolling multidirezionale... sfruttando l’abisso tecnologico che separa il nostalgico N64 dal prodigio Dreamcast, regala all’ultima console SEGA Bakuretsu Muteki Bangaioh! ennesimo capolavoro in alta risoluzione e capostipite del genere Twin Stick Shooter.
Sprite bidimensionali piccolissimi ma dettagliatissimi disegnano cento microlivelli liberamente esplorabili, tra deliranti boss-fight e situazioni apparentemente irrisolvibili al limite del puzzle-game.

Il sistema di controllo è quello classico del fenomeno Geometry Wars, con la leva analogica sinistra per muoverci liberamente nello spazio a 360 gradi e la leva analogica destra per sparare indipendentemente nelle otto direzioni. Tenendo premuto il grilletto sinistro potremo caricare un devastante contrattacco, che moltiplica a nostro vantaggio il numero di nemici e proiettili ostili presenti su schermo, permettendoci di esplodere contemporaneamente una quantità imbarazzante di bilioni di missili!
Avremo in nostro possesso una tale ineguagliata potenza di fuoco che più volte perderemo contatto visivo col nostro mezzo robotico, nascosto da sciami di missili che letteralmente si arrabattano su schermo. L’occhio umano non trova spazi vuoti di fuga, troppo rari oppure inesistenti, rinunciando alle meccaniche base assimilate dello sparatutto spaziale ed imponendo nuove dinamiche di reazione e schivata.

L’intuizione del contrattacco intorno a cui ruota il gameplay di Bangai-O costringe il nuovo videogiocatore di Tresure a progettare strategie suicide per attirare contro di sé quanti più nemici e proiettili possibili, rischiare contrattacchi definitivi e solo successivamente disegnare spettacolose manovre di fuga.

Si attende il millesimo di secondo antecedente al totale annichilimento per moltiplicare all’infinito la nostra risposta balistica, spazzare un cielo di proiettili ormai indistinguibili e riscoprire orizzonti azzurri metallici di un futuro ormai passato.

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