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Castlevania: Symphony of the Night

Fortunati possessori delle moderne console che per giocare a Dracula X: Nocturne in the Moonlight, possono evitare l’importazione di arcaiche Sony Playstation o Sega Saturn. Liberi finalmente di abbandonare il moderno sparatutto in soggettiva, nuova droga online sintetizzata dalla fobia antisemita del nuovo millennio e puro esercizio di nervi tesi, e riscoprire il romanticismo barocco videoludico di Castlevania: Symphony of the Night.

Cinque prequel arcade di piattaforme divisi tra Nintendo e SuperNintendo (oltre alla gemma rara Dracula X: Chi No Rondo relegato sullo sfortunato computer giapponese PC Engine) e ben sei sequel, capolavori action/GDR nati all’ombra del castello di Dracula sulle moderne console portatili GameBoyAdvance e NintendoDS.

La nostra avventura inizia interpretando il cacciatore di vampiri Richter Belmont, armato della iconica frusta Ammazzavampiri, proprio durante la conclusione e scontro finale del capitolo precedente. Breve ed indispensabile introduzione per catapultarci diversi anni dopo nei panni di Alucard, figlio mezzosangue rinnegato di Dracula, tornato ad esplorare l’onirico castello proprio alla ricerca dello scomparso Richter.
Alucard è un interprete maestoso e potente, ma un inaspettato incontro con la Morte lo priva delle sue armi e dei suoi poteri, costringendoci ad una risalita non solo geografica ma anche di costante potenziamento e perfezionamento attraverso il labirinto di un castello apparentemente infinito. L'esplorazione non è lineare ma anarchica e scandita solo dalla progressiva acquisizione di nuove abilità... sconfiggendo ogni nemico riacquisteremo forza e poteri soprannaturali che ci permetteranno di trasformarci in pipistrello, in lupo famelico o in nebbia intangibile, aprendo progressivamente nuove strade ed avvicinandoci al più inatteso e fratricida scontro finale.

Infiniti corridoi e passaggi segreti, spiriti erranti ed anime condannate, visioni. Vagando tra i gotici saloni da ballo e le grotte sotterranee, esplorando biblioteche che mostrano incomprensibili mappe del castello come se questo esistesse solo nel suo stesso riflesso… comprendiamo infine che il castello stesso è la nostra vera nemesi ed assoluta inimitabile perfezione di design strutturale videoludica.

“Ancora un grandissimo gioco dopo Super Castlevania IV. Ancora Castlevania nella illuminazione visuale e visionaria dell'orrore bidimensionale videoludico... Symphony of the Night raggiunge più e più volte la perfezione geometrica del platform contaminato e, se davvero esiste un punto di arrivo del videogioco classico in 2D, esso è raffigurato nelle gesta di Alucard, splendido e oscuro interprete di una invenzione videoludica trascendente.”

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