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Chris Cornell – Billie Jean (Michael Jackson)

Nel 1981 la città di Seattle abbandona il miraggio di sintetizzatori e tastiere per riscoprire nella chitarra e nel basso i perfetti strumenti di denuncia e protesta culturale e politica. Dalla fusione tra punk-rock ed heavy-metal nasce una nova poesia del grottesco chiamata grunge.

Dopo aver superato il deserto del Mojave, vagabondando per mille miglia verso nord fino a Seattle, finalmente incontro Chris Cornell live in un fumoso pub di Milano, profeta e messia della voce come strumento perfetto a sovrastare gli applausi del pubblico.
Sperimentazioni soliste come un filo rosso con Dio a congiungere il surrealismo catastrofico di Black Hole Sun dei Soundgarden con la rinascita ribelle di Show Me How to Live degli Audioslave

Per quanto tempo si può continuare ad esaltare il grunge come espressione di piena maturità del rock? E per quanto tempo si può lodare l’arte della cover come mezzo di preservazione degli spartiti che meritano di essere riconsegnati a generazioni sempre nuove?

Aspettiamo risposte inginocchiati nella chiesa del rock, e questo è il tributo del profeta del grunge al re del pop. Buon ascolto.

chris cornell