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il corvo

Il Corvo

Nel 1978 (sedici anni prima di Brandon Lee e delle note dei The Cure, Rage Against the Machine e Stone Temple Pilots) una ragazza di nome Bethany viene uccisa da un ubriaco. Nel 1981 il suo fidanzato James O'Barr inizia a rappresentare la sua personale tragedia scrivendo e disegnando The Crow. Oggi nel 1994 un fantasma ci osserva dalla copertina di un libro nero e ci sussurra: “il corvo aveva detto di non guardare”.

Arriva un particolare momento nella vita in cui si ricorda che la ragazza che abbiamo amato più di tutte porta al dito l’anello di un altro uomo. Ci si rattrista per quel consiglio che nostro padre non ci ha mai dato e che ora semplicemente ci manca. E riguardando alla propria libreria si riscopre quel tomo maledetto che ha concluso la nostra infanzia.

Molti scrittori nelle loro parole sembrano avere la conoscenza di viandanti antichi e saggi… ma non James O’Barr che si staglia immobile sulla copertina del suo capolavoro ed in silenzio ci fissa tutti con occhi vuoti accusatori.

Due amanti muoiono violentemente, immotivatamente, ed un anno dopo uno dei due ritorna. Grigio e disperato ride sotto un lampione, si lega un bossolo di proiettili ai capelli e si dipinge in volto i colori della vendetta. Nomi di uomini malvagi gli ardono nel cervello, il corvo aveva detto di non guardare, ed ora ognuno di noi è una sua vittima.
Dopo aver letto la tragedia di Eric e Shelly non c’è ritorno e nulla potrà prepararci a questa consapevolezza, non il coraggio o l'amore, non la fede.

Alla fine, da qualche parte nel tempo, tutti noi ci ritroveremo soli con il nostro dolore e le nostre colpe seduti al bancone del Gin Mill, circondati da uomini che affogano, mentre Fun Boy strafatto di morfina fotte una troia nella stanza appena sopra le scale. Vittime di una vendetta priva di redenzione perchè anche la morte, come la virtù, ha i suoi limiti.

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