HOME VIDEOGAMES COMICS & MANGA MOVIE MUSIC
max payne

Max Payne

Max Payne, il killer dei killer.
Tutte le nostre maledizioni iniziano sempre con la morte di una donna. Incubo noir e pulp di proiettili e redenzione irraggiungibile.

Infranta la barriera scenografica che impone lo spettatore alla direzione artistica del regista, il capolavoro Remedy conferisce assoluta libertà di messa in scena dell’omicidio. Lontano anniluce dai comodi sistemi di riparo e copertura regalati ai giocatori moderni dalla serie Gears of War, nel 2001 la nostra vendetta si consumava nell’epicentro di milioni di proiettili. Al tasto tramutato perennemente in grilletto si affianca un secondo comando per rallentare il tempo… i nostri movimenti e quelli dei nostri avversari scivolano in un effetto slow-motion mentre i nostri occhi riescono a delineare le singole traiettorie dei proiettili, anticipandoli sia per evitarli sia per sparare con precisione superumana. Il bullet-time come nuova invenzione videoludica strutturale di sopravvivenza ma anche come meccanismo di costruzione scenica e drammatica di gameplay.

Tecnicamente Remedy inscena il trionfo del fotorealismo, il punto esclamativo che eleva i personal computer a insuperabili macchine da videogioco e risorge la narrazione hard-boiled del moderno sparatutto in terza persona come una graphic-novel di Frank Miller.

Riscoperti quei preconcetti di interattività appena accennati in Duke Nukem 3D e totalmente abbandonato il multiplayer ai capricci della futura generazione Activision, la narrazione precipita continuamente in flashback ed incubi, non permettendoci di capire quando stiamo vagando in un sogno chimico e quando invece stiamo realmente arrancando attraverso i corridoi di un hotel progettato all’inferno. Spettatori paralizzati davanti a televisori che all'interno del gioco trasmettono nuove puntate di Dick Justice oppure de Le avventure di Capitan Mazza-da-Baseball.

Non solo ispirazione intellettuale a The Matrix come manifesto del visionario cyberpunk, non solo citazionismo reverenziale verso The Killer (capolavoro di John Woo interpretato nel 1989 dal sublime Chow Yun-Fat), Max Payne è il nuovo moderno Dio dell’assassinio digitalizzato in terza persona. Il rumore ovattato di 10 miliardi di bossoli che galleggiano verso il suolo ed una mira talmente infallibile da piegare il tempo stesso alla sua missione di omicidio, morte ed assassinio.

max payne max payne max payne max payne