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Miracleman

Miracleman è il capolavoro perduto di Alan Moore.
Un capolavoro di revisionismo e decostruzione. Se Watchmen ci mostrerà l’uomo che anela al supereroe, Miracleman ci insegna il superuomo.

Nel 1953 l’editore statunitense DC Comics acquisisce legalmente tutti i diritti e le testate dedicate all’eroe CaptainMarvel. Erano anni diversi, ingenui, e ad un oceano di distanza la casa editrice britannica Fawcett (intenzionata a non perdere il suo personaggio di punta) commissiona all’ottimo Mick Anglo un plagio spudorato dle capitano del tuono e del fulmine. "Un astrofisico rivela ad un ragazzo coraggioso ed onesto la chiave armonica dell’universo, una parola che conferisce poteri divini a chi la pronuncia" con questa premessa il 3 Febbraio 1954 esordisce per il mercato britannico il primo numero di  Marvelman che sarà pubblicato per 346 numeri fino alla chiusura nel 1963.

Ma dopo un oblio editoriale lungo 19 anni, nel Marzo 1982 Michael Moran pronuncia nuovamente la parola KIMOTA e Marvelman risorge col nuovo nome di Miracleman!

Il nuovo ciclo di Miracleman si compone di tre libri scritti da Alan Moore (Watchmen, V for Vendetta) e disegnati da Alan Davis, e tre libri tuttora incompiuti scritti da Neil Gaiman (Sandman) e disegnati da Mark Buckingham. Un capolavoro che nessuno ha potutto leggere, perso nel limbo di una interminabile causa legale per i diritti di un personaggio diviso tra troppi scrittori e troppe case editrici, ma a cui tutti si sono ispirati... dallo stesso Captain Marvel a Shazam, Hyperion e lo Squadrone Supremo, Superior, Sentry e molti altri.

Si infrangono le barriere del metafumetto. I 19 anni di assenza dalle edicole diventano gli anni in cui il personaggio Mike Moran colpito da amnesia aveva dimenticato le sue origini ed il suo alterego. Ma il passato di Miraclemana (rappresentato dalle storie del Marvelman originale di Mick Anglo) visto con occhi moderni sembra essere solo una lunga sequenza di storie assurde ed infantili come la trama di un fumetto per bambini. Il Miracleman di Alan Moore che si risveglia nel 1982 è un essere semidivino che non riesce a conciliare questi ricordi onirici delle sue origini con la realtà di un incombente progetto Zarathustra. Passato e presente si confondono per congiungersi nel ricordo di nomi dimenticati che ciclicamente insidiano le nostre certezze come presagi di una tempesta incombente: Young Miracleman, il Dr. Emil Gargunza, Johnny Bates…

La parola KIMOTA non viene mai gridata come una esplosione di meraviglie, ma sempre sussurrata ad accompagnare la rinuncia ad un'umanità il cui divario con il superuomo è abissale ed incolmabile, togliendo significato a qualsiasi soluzione che non sia l’annichilimento del primo a favore del secondo.

Miracleman è una storia di identità segrete, di angeli caduti e di parole dimenticate... di eroi rinati che si scontrano con draghi antichi.

“Ecco… Io vi insegno il superuomo: Egli è questo fulmine… Egli è questa follia!”

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