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Nirvana - The Man Who Sold the World (David Bowie)

Certe leggende si raccontano retrocedendo a spirale dalla loro tragica conclusione.

“It’s better to burn out than to fade away.” Nel Aprile 1994 Kurt Cobain citando la struggente "My my, hey hey" del suo grande maestro Neil Young, porterà ad estreme conseguenze la sua autodistruzione… disagio ed apatia generazionale consacrati ad un singolo colpo di pistola.

Nel Novembre 1993, dopo aver fotografato un intera generazione nel sarcasmo nichilista punk di Smell Like Teen Spirit, i Nirvana spogliano i ruvidi abiti hard-rock ed in un live Unplugged in New York raggiungono infine un inaspettato equilibrio melodico nella perfetta simbiosi tra artista e pubblico.

Semplice esercizio di stile riconoscere tra il pubblico Curtney Love (moglie di Cobain e cantante delle Hole) ed alla batteria un giovanissimo Dave Growl che in futuro sarebbe asceso ad icona della MTV-generation come voce e chitarra dei suoi Foo Fighters (ma ancora ottimo batterista ad accompagnare le chitarre di Slash o le complesse sonorità dei Queen of the Stone Edge).

Per un singolo istante fuori dal tempo, i Nirvana all’apice della loro arte consegnano alla storia un inaspettata “The Man Who Sold The World” dell’immenso David Bowie. Struggente confessione di una tragedia imminente.

“Pensavo fossi morto, solo, tanto tempo fa.
Oh no non sono ancora morto, stai guardando in faccia l’uomo che vendette il mondo."

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