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i maghi del crimine

Now You See Mee - I Maghi del Crimine

Film particolare questo Now You See Me, quasi metareferenziale. Uno stupefacente gioco di prestigio che incanta gli spettatori invitandoli ad avvicinarsi, li distoglie da una visione globale che rivelerebbe evidente lacuna narrativa, ed infine li inganna convincendoli erroneamente di star assistendo ad un ottimo film.

Un inizio intraprendente, chiassoso e dal ritmo incalzante, tratteggia 4 protagonisti dall’enorme potenziale purtroppo inespresso nel resto della pellicola.

Durante la prima mezz’ora la trama promette una storia in equilibrio tra scienza e magia per la quale non esiste reato o colpevolezza. I nostri quattro moderni Robin Hood  commettono furti impossibili durante i loro spettaccoli e davanti a centinaia di testimoni… rischiando nello scommettere che finchè le forze dell’ordine non riusciranno a svelare i loro turucchi non potranno incriminarli perché questo significherebbe ammettere l’esistenza di vera magia. Uno spunto indubbiamente intrigante ma che viene abbandonato quasi immediatamente (così come l’evoluzione dei personaggi) preferendo sviluppare un banale gioco tra guardie e ladri, ed infine tentando un colpo di scena semplicemente impossibile.

Resta forte la perplessità per la presenza di un mentalista talmente “potente” da rendere superfluo praticamente tutto quello a cui assistiamo durante i 115 minuti di pellicola, e numerose scene altamente spettacolari (in particolare uno scontro tra Mark Ruffalo e Dave Franco intento ad emulare Gambit degli X-Men) ma che unite tra loro non si amalgamano in una storia godibile.

Proprio nell’istante in cui The Prestige si elevava ad innegabile capolavoro costruendo meticolosamente un illusione decennale ma comunque credibile, I Maghi del Crimine, superata una iniziale cortina di fumo e specchi, rivela solo una sbiadita copia di Ocean’s Eleven ma privo del carisma dei suoi protagonisti.

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