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Puddle of Mudd - Gimme Shelter (Rolling Stones)

Strano gruppo i Puddle of Mudd il cui unico punto fisso gravitazionale è l’indiscusso talento del chitarrista e cantante Wes Scantlin che dopo un discreto album d’esordio autoprodoto, licquida tutti i suoi compagni, lancia una cassetta demo dritta sulla testa di Fred Durst dei LimpBizkit, e proprio da lui si fa assemblare una nuova band e produrre l’album Come Clean.

La nuova formazione vede alle percussioni Greg Upchurch (già batterista di Chriss Cornell e futuro membro dei 3 Doors Down) e un micidiale duo di chitarristi/bassisti  Doug Ardito e Paul Phillips. Dopo che il singolo Blurry viene premiato e riconosciuto tra i “dieci migliori riff della decade”, i Puddle of Mudd cavalcano un onda infinita che li ripropone continuamente ai vertici del genere post grunge ed alternative metal.

A volte non servono nuove parole quando quelle vecchie sono perfette… una semplice idea che trasfigura l’artista da innovatore a custode, e che porta i Puddle of Mudd nel 2011 a pubblicare un album di sole cover scegliendo 13 brani da imprimere ancora più profondamente nel solco della storia.
Troppo azzardato il confronto con l'irripetibile TNT degli AC/DC, scelta intelligente riproporre Cocaine in una versione più simile alla cover di Eric Clapton pittosto che all'originale del 1976, incisivo e mesmerizzante Rocket Man di Elton John.
Ma questo bizzarro viaggio inizia 42 anni prima, quando Mick Jagger e Keith Richards scrissero parole e note irripetibili di violenza e tensione all’apice della disillusione calata sulla guerra del Vietnam.

Il maestro Martin Scorsese lo definirà un brano che splanca i cancelli alla fine del mondo. E 42 anni dopo il mondo sembra ancora sull’orlo dell’apocalisse.

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